CERTIFICATI NERI, ENERGIA E PETROLIO

L’Unione Europea nel 2005 ha introdotto, per promuovere la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, l’ETS (Emission Trading System): chi inquina deve acquistare i certificati emessi dall’ETS (detti anche certificati di CO2 o certificati neri) e il ricavato ottenuto viene utilizzato per finanziare l’efficienza energetica e l’innovazione verso tecnologie a bassa emissione di carbonio.

Negli ultimi 7-8 anni il prezzo della CO2 è rimasto quasi sempre tra 5 e 7 €/tonnellata ma l’eccesso di permessi accumulato con la recessione economica l’aveva fatta crollare a meno di 3 € nel 2013. In una situazione del genere, le imprese industriali spesso preferivano partecipare al mercato solo occasionalmente in prossimità della scadenza del 30/04 per adeguarsi agli obblighi. Negli ultimi anni, inoltre, la crisi economica ha contribuito al calo delle emissioni e ridotto la domanda di quote di emissione.

A febbraio 2018 l’Europarlamento ha approvato la riforma del mercato Eu-Ets, in vigore dal gennaio appena passato con l’obiettivo di aumentare il prezzo delle emissioni, che se sono troppo bassi non servono a stimolare investimenti in energie pulite. La misura adottata è stata la creazione della Market Stability Reserve (Msr), un meccanismo per ritirare dalla circolazione il surplus di permessi. Il rally degli ultimi 12 mesi è in buona parte frutto di tale riforma che ha portato ad un aumento dei prezzi impressionante! È ormai una folle corsa al rialzo quella della CO2, che se da un lato promette di fare del bene all’ambiente – scoraggiando l’impiego di combustibili inquinanti – dall’altro minaccia di pesare sui conti di migliaia di imprese manifatturiere europee, che in molti casi sono rimaste spiazzate dai rincari.

Il rischio riguarda tutti i soggetti obbligati per legge a partecipare al mercato delle emissioni: quasi 12mila imprese nell’Unione europea, attive nel settore dell’energia e dell’aviazione commerciale, ma anche in molte produzioni energivore, come carta, cemento, vetro, ceramica, metalli.

La fiammata di questi ultimi mesi sembra possa essere legata alla Brexit: la speculazione avrebbe intensificato gli acquisti di CO2 man mano che prendeva corpo l’ipotesi di un lungo rinvio dell’uscita di Londra dalla Ue. Al momento dell’addio – specie nel caso di «hard Brexit» – la Gran Bretagna riverserebbe sul mercato un gran numero di quote di emissione, con evidenti effetti ribassisti.

Il prezzo dei permessi è in rialzo di oltre il 20% da inizio aprile e di quasi l’80% rispetto ai minimi di novembre scorso, quando era crollata a 15,10 €/tonnellata: un’impennata che potrebbe segnare l’avvio di un andamento simile a quello dell’anno scorso e che minaccia di contagiare come allora tutto il comparto dell’energia. Il gas e l’elettricità sono già tornati in tensione sui principali mercati europei all’ingrosso.

Oltre ai certificati ETS, il mercato sta risentendo ancora una volta delle conseguenze del calo della produzione nucleare francese: da un lato produrre energia con il carbone costa di più perché il permesso di inquinare ha un conto più salato, dall’altro si riduce la produzione di energia da nucleare perché la Francia deve manutenere gli impianti (di cui una buona parte obsoleti). La conseguenza è un aumento della domanda di gas, i cui prezzi di mercato si sono rialzati in maniera consistente.

Come noto, inoltre, il principale driver del mercato energetico è sicuramente il prezzo del petrolio e, analizzando l’andamento, si può notare che anche il Brent è in decisa ripresa, grazie all’azione congiunta dei tagli Opec e dalla frenata dello shale oil americano. Da tenere in considerazione anche il quadro geopolitico legato alla situazione in Venezuela, ai rapporti USA – Iran e, non per ultima, alla guerra civile in Libia.

L’elevata volatilità del Brent è certamente dovuta al rilevante peso degli scambi di natura speculativa da parte di investitori, che non hanno nessun interesse alla consegna fisica del petrolio.

Sinergia Consulting con la sua sala mercati e i suoi analisti, attenti ad intercettare opportunità e a proteggere i propri Clienti dai rischi che questi mercati presentano, è sempre a disposizione per chiarimenti ed informazioni aggiuntive.