Opec in difficoltà!

Nessuno aveva previsto un vertice così difficile per l’Opec Plus.

Giovedì scorso, il cartello dei produttori di greggio si è riunito con l’intento di trovare un accordo per restituire al mercato 400 mila barili al giorno da agosto a fine anno. Le discordie interne però hanno fatto slittare l’incontro al giorno successivo e spinto di conseguenza il barile a toccare i massimi dal 2014.

Le trattative hanno continuato ad essere difficili, anche venerdì, e, dopo ore di braccio di ferro, è stato deciso di aggiornare il vertice a ieri pomeriggio quando la coalizione, dopo aver cercato invano un compromesso con gli Emirati Arabi Uniti, si è arresa. Il tutto sarà rinviato a un nuovo incontro, la cui data verrà «decisa a tempo debito». Missione fallita quindi e vertice cancellato.

Al fine di rispondere alle pressioni in arrivo dal mercato, l’Opec Plus era pronta ad aumentare la produzione e ad estendere l’accordo generale a tutto il 2022, condizioni che per l’Arabia Saudita sono vincolanti e devono essere implementate contemporaneamente. Gli Emirati Arabi Uniti, invece, pur accettando l’aumento di produzione, si sono rifiutate di accettare l’estensione dell’accordo generale. I tentativi di redazione degli altri membri Opec Plus non hanno sortito alcun risultato. L’effetto principale di questa impasse, a breve termine, sarà il mancato aumento della produzione di petrolio dell’Opec Plus nel mese di agosto con la conseguente mancanza di fornitura extra proprio mentre la richiesta aumenta a seguito della riapertura delle economie globali dopo la pandemia.

Secondo gli osservatori un mancato accordo è un evento molto significativo. In primo luogo per il cartello stesso che subisce una botta di credibilità, in quanto l’incapacità di gestire con successo la crisi mette in dubbio la capacità del gruppo di gestire il mercato petrolifero, uno dei compiti principali dell’Opec Plus. Le conseguenze sarebbero poi importanti a livello globale: senza aumento della produzione è probabile che il greggio continui a rafforzarsi di prezzo, con le ricadute inflattive che ne conseguono.