NUOVA FRONTIERA DEI CONTRATTI FER: I PPA

I contratti PPA (Power Purchase Agreement) si stanno affermando a livello mondiale come uno degli strumenti più efficaci per fornire certezza finanziaria agli sviluppatori di impianti a energie rinnovabili, anche in assenza di incentivi.

Sono gli strumenti privilegiati di tutte quelle aziende che oggi conducono la propria rivoluzione verde (Facebook, Apple, Microsoft, Nike …) puntando proprio sui PPA per avvicinarsi all’obiettivo di utilizzare il 100% di elettricità pulita. Sono anche, però, gli elementi chiave delle nuove politiche energetiche nazionali: basti pensare proprio all’Italia dove il governo sta ragionando sull’opportunità di inserire l’obbligo per la pubblica amministrazione di acquistare parte delle forniture elettriche attraverso questi accordi.

Nonostante non costituiscano una novità dal punto di vista finanziario, negli ultimi anni il loro volume è praticamente triplicato, grazie alla capacità di facilitare gli investimenti ma anche di ridurre i costi aziendali.

Si tratta di contratti a lungo termine in cui un’azienda accetta di acquistare elettricità direttamente da un produttore di energia specifico e quindi individuabile. Hanno durata di almeno 10-15 anni, perché l’investitore vuole coprire con il PPA il periodo necessario a ripagare il finanziamento iniziale. Queste sono le durate prevalenti nei paesi, come gli Usa, dove questo strumento è più utilizzato. In Europa la durata media è inferiore, soprattutto in Italia, dove i PPA sottoscritti hanno avuto orizzonti di 3-5 anni, anche se ultimamente le prospettive stanno cambiando. Caso degno di nota all’estero quello di ACWA Power che, l’anno scorso, ha firmato con l’Autorità per l’elettricità e l’acqua di Dubai (DEWA) un PPA di 35 anni per l’impianto solare a concentrazione da 700 MW, parte del mega progetto Mohammed bin Rashid Al Maktoum Solar Park. L’accordo non è solo il primo contratto solare ad avere una durata del genere ma anche il primo ad avere sigillato un’offerta record di 7,3 centesimi di dollaro per kWh.

Il PPA può prevedere un prezzo fisso, agganciato a qualche indicatore, come il PUN, o un prezzo variabile, magari inserito in un corridoio prestabilito con valori minimi e massimi secondo l’andamento del mercato elettrico. Le parti possono stipulare un’assicurazione sul credito, in modo che sia garantita l’affidabilità e la solvibilità del soggetto privato che acquista l’energia. Infine, possono stabilire dei meccanismi finanziari per proteggersi da determinati rischi, ad esempio le eventuali fluttuazioni dei prezzi elettrici.

La logica di un PPA è particolarmente interessante per quelle fonti rinnovabili che hanno un costo iniziale d’investimento molto elevato, tanto da incidere fino al 90% sul valore complessivo di un progetto, mentre in genere hanno costi molto ridotti per l’esercizio e la manutenzione degli impianti essendo pari a zero il costo del combustibile.

Chi vuole realizzare un grande impianto deve conoscere in anticipo quali saranno i suoi ricavi dalla vendita di energia negli anni successivi, altrimenti avrà difficoltà a ottenere un finanziamento dalle banche. Di fatto, gli incentivi feed-in o tramite aste, sono dei PPA con una controparte pubblica, che assicura il pagamento di una determinata tariffa, o di una soglia minima, favorendo così la bancabilità del singolo progetto. Per il cliente-consumatore, invece, l’elemento principale è la stabilità e prevedibilità del prezzo.

I PPA di fatto consentono ai produttori di energia di ottenere modelli di finanziamento degli impianti rinnovabili senza incentivi e ai consumatori di diversificare le strategie di approvvigionamento in modo competitivo e sostenibile. Le esigenze dei vari operatori sono quindi differenti ma al contempo sinergiche: i produttori di energia puntano a stabilizzare i ricavi dei nuovi progetti in market parity; i grandi consumatori di energia intendono ottenere una maggiore stabilità dei prezzi dell’energia e realizzare e comunicare una scelta green; i player finanziari necessitano di chiarezza normativa e regolatoria; gli investitori ricercano nuove opportunità di business.

Negli ultimi quattro anni l’industria europea ha firmato 1,5 GW di offerte PPA rinnovabili, di cui 1,3 GW di soli progetti eolici. In generale si può comunque affermare che l’Europa, rispetto all’America, è un po’ in ritardo, con qualche eccezione nei paesi nordici.

La Spagna si conferma uno dei paesi più dinamici nel mercato europeo dei PPA con Iberdrola che ha siglato il terzo PPA in tre anni con Nike per 40 MW del futuro parco eolico Cavar. Si tratta del primo accordo in Europa dopo quelli analoghi sottoscritti negli Stati Uniti. I precedenti accordi tra le due società hanno permesso alla multinazionale Usa di arrivare al 100% di energia rinnovabile utilizzata per le proprie attività in Nord America, lo stesso obiettivo che ora Nike si propone di raggiungere in Europa.

L’Italia ha visto il suo primo contratto PPA aziendale il febbraio dell’anno scorso, stipulato tra Engie e la società austriaca di laterizi Wienerberger per fornire ai quattro stabilimenti produttivi italiani l’elettricità rinnovabile prodotta da alcuni impianti fotovoltaici di proprietà appunto di Engie Italia. L’accordo contrattuale ha una durata di 5 anni (2018-2022) con un prezzo applicato per l’intera durata del contratto.

Da quel momento altri contratti di durata e caratteristiche analoghe sono stati siglati ma il primo accordo di ben 10 anni è stato siglato a dicembre 2018 tra la multinazionale Canadian Solar e il socio veronese Manni Group e TrailStone GmbH. Nello specifico si tratta dell’intera produzione di 5 impianti fotovoltaici vicino ad Agrigento, che entreranno in funzione entro il secondo trimestre 2019, con una potenza complessiva di 17,6 MW. L’accordo prevede ricavi stabili e prevedibili per la vendita di energia attraverso un prezzo minimo fissato ma riflette anche prezzi pesati per la generazione attraverso un meccanismo di upside sharing. Nel quadro dell’accordo TrailStone agirà come rappresentante del portafoglio di impianti sul mercato all’ingrosso italiano. Gli impianti dovrebbero entrare in funzione nel secondo trimestre del 2019 e la produzione attesa è di circa 34 GWh.

 

Scrivere un contratto PPA non è facile: servono conoscenze legali relative al mercato e al rischio assunto che solo esperti del settore possono avere. Sinergia Consulting mette a disposizione delle controparti interessate a queste formule contrattuali la sua esperienza pluriennale garantendo, con la massima trasparenza che ci contraddistingue, le migliori performance possibili sul mercato.