IDRO&POWER: come la produzione idroelettrica influenza il prezzo dell’energia

L’energia idroelettrica, fonte antica e preziosissima, rappresenta il 90% della produzione mondiale di energia elettrica da fonti rinnovabili e contribuisce per una quota rilevante alla domanda mondiale di energia primaria. Anche in Italia l’energia idroelettrica ha rappresentato il motore dell’industrializzazione, basti sapere che in tutto il mondo, dopo il Giappone, è il Paese che ha utilizzato di più il suo potenziale. Il settore idroelettrico in Italia fornisce quasi il 20% della generazione nazionale di elettricità e in media circa il 40% di quella rinnovabile. È evidente che da un punto di vista delle emissioni di CO2 questa produzione rappresenta una grande risorsa, in quanto alternativa alle fonti fossili più inquinanti come il carbone e il petrolio.

La situazione ad oggi però non è delle più rosee: la sostanziale stabilità delle temperature, le limitate precipitazioni nevose, l’attuale siccità e le scarse precipitazioni previste nell’Italia settentrionale hanno fatto registrare livelli produttivi dell’idroelettrico vicini alla punta minima degli ultimi 8 anni, inferiori a 800 MW rispetto alla media. Oggi i cambiamenti climatici in atto ci obbligano ad un’attenta valutazione del contesto ambientale in cui operiamo. Negli ultimi 150 anni le Alpi hanno registrato un aumento delle temperature di quasi due gradi centigradi: più del doppio della media globale dell’intero pianeta. Questi cambiamenti stanno producendo consistenti effetti sul ciclo idrologico. Alcuni studi [HAEBERLI et alii, 2007] stimano una scomparsa pressoché completa dei corpi glaciali alpini entro i prossimi 50 anni.

Storicamente si può notare una tendenza al rialzo nei prezzi zonali medi sulla penisola trainati dalla caduta nella produzione idrica. Oltre ad aver reso l’energia elettrica più costosa, questa tendenza ha avuto l’indesiderato effetto di aumentare la dipendenza del nostro sistema dalle importazioni di fonti fossili, presumibilmente con una crescita delle emissioni climalteranti: la percentuale di elettricità prodotta da impianti a gas è salita. Ciò crea oggi le premesse per previsioni rialziste per la seconda metà dell’anno.