GNL (Gas Naturale Liquido): la nuova “risorsa” per il mercato del gas naturale

Da tempo l’Italia sta investendo nella diversificazione del proprio approvvigionamento di gas naturale, al fine di non essere “sotto scacco” in caso di crisi geopolitiche o al verificarsi di problematiche di natura tecnica: ricordiamo il recente incendio all’HUB di Baumgarten (al confine con l’Austria) che ha comportato, per alcuni giorni, prezzi di approvvigionamento oltre i 40 €cent/smc.

Il nostro Paese, nel corso degli anni, si è dotato di una infrastruttura strategica (rigassificatori tra cui GNL ITALIA e OLT OFFSHORE) in grado di stoccare quantitativi di GNL provenienti principalmente dai Paesi Arabi (Qatar in primis), puntando a divenire un hub strategico del trasporto di gas in tutta Europa. Basti pensare che da un quantitativo di gas rigassificato pari a 0,03 miliardi di metri cubi (anno 2015) in poco tempo siamo arrivati ad un quantitativo di gas rigassificato pari a 0,63 miliardi di metri cubi (anno 2017) registrando così un incremento pari a +2000 %. Di conseguenza si hanno a disposizione del mercato nuovi quantitativi di gas che possono influenzare (ci si augura con un trend “ribassista”) i prezzi di acquisto del gas naturale.

Da segnalare, inoltre, che lo scorso 17 gennaio GNL ITALIA ha avviato una procedura di vendita annuale di 2,8 mln mc, mediante gara che si concluderà proprio oggi (31/01/2019), con il passaggio di proprietà dei quantitativi di gas rigassificato.

La capacità del GNL di influenzare i prezzi di mercato dipenderà (ovviamente) dall’andamento dei prezzi di approvvigionamento. L-MED index (primo prezzo di riferimento per contrattazioni di carichi spot GNL nel bacino del Mediterraneo, definito in modo da riflettere la competitività tra i mercati potenziali di destinazione (asiatico e dei principali hub europei) – ha registrato negli scorsi mesi un incremento oltre il 5% raggiungendo il prezzo, per le consegne di dicembre, di 30.100 €/MWh.

Per concludere: il GNL risulta essere non solo uno strumento valido di sostegno al “sistema gas” (previa rigassificazione negli appositi centri) ma anche uno strumento potenziale (ancora in parte inespresso) per gli utilizzi finali industriali e civili. L’11% dei consumi finali del Paese potrebbero infatti essere coperti in larga parte dal gas naturale tramite il downstream del GNL. La diffusione degli usi finali del GNL in Italia richiede però il superamento di alcuni gap infrastrutturali nel primo anello della filiera distributiva, con interventi presso i terminali esistenti e la realizzazione di una rete di stoccaggi costieri intermedi.

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